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Tassa sulla cremazione a Napoli: “Un balzello che viola la concorrenza”
Enti locali e Governance
11 Giugno 2025

Tassa sulla cremazione a Napoli: “Un balzello che viola la concorrenza”

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Protesta dei gestori dei templi campani contro una delibera della giunta Manfredi

«Non si risana il bilancio sulle spalle dei morti e sul dolore dei vivi». I concessionari dei templi di cremazione di Castel Volturno (Caserta), Domicella (Avellino), Cava de’ Tirreni (Salerno) e Montecorvino (Salerno) esprimono profonda preoccupazione in merito a una delibera della giunta del Comune di Napoli (n. 243 del 29 maggio 2025) che ha introdotto una “tassa” di 360 euro (120 + 240 euro) sul trasporto delle salme fuori città per la cremazione e sul rientro delle urne cinerarie. «Siamo di fronte – dichiarano i 4 concessionari – a una decisione miope e ingiustificata, che penalizza le famiglie in un momento di estrema fragilità e mina i principi etici e di libertà che dovrebbero orientare la gestione dei servizi cimiteriali».

Una “tassa” che penalizza la cremazione
In Italia, un funerale su tre si conclude con la cremazione della salma. Anche nel Sud, sempre più famiglie si rivolgono alla pratica crematoria spinte da ragioni etiche, ambientali o personali: «È inaccettabile che una scelta così intima venga gravata da un onere aggiuntivo, solo perché non si utilizza l’unico impianto crematorio di Napoli. Questa “tassa sui morti” va contro la libertà e il rispetto delle volontà individuali e familiari, snaturando il significato stesso della cremazione come opzione etica», spiegano i concessionari.

Contro la libertà dei cittadini e la libera concorrenza
L’imposizione di un costo per il trasporto delle salme e delle urne cinerarie tra Comuni diversi rappresenta una palese violazione della libertà di movimento delle persone. «Ci riempiono la testa di Europa e poi creano una barriera economica che impedisce ai cittadini di avvalersi dei servizi offerti dai Comuni vicini», sottolineano i concessionari. «Inoltre, questa tassa distorce gravemente la libera concorrenza, favorendo l’impianto di Poggioreale e limitando il raggio operativo delle imprese funebri, che dovrebbero operare in un mercato libero e non condizionato da pedaggi punitivi».

Rischio igienico-sanitario da sovraffollamento
Un ulteriore effetto negativo, che già si comincia a intravedere, della nuova “tassa” sarà, secondo i concessionari, un prevedibile affollamento al cimitero di Poggioreale. «Se cremare fuori Napoli diventa economicamente svantaggioso, è logico aspettarsi code per l’accesso, bare ammassate e disagi», avvertono i concessionari. «Questo creerà un sovraffollamento della struttura cimiteriali, con gravi rischi igienico-sanitari e una gestione problematica degli spazi». Il sovraccarico è un’ipotesi concreta, non una previsione remota o allarmistica.

Il pre-dissesto: un paravento illegittimo
La giustificazione addotta dalla Giunta, ovvero lo stato di “pre-dissesto finanziario”, è ritenuta da i concessionari un paravento puerile e illegittimo. «Comprendiamo le difficoltà finanziarie dell’ente, ma non si risana un bilancio sulle spalle dei morti e sul dolore dei vivi. Esistono altre vie per risanare le casse comunali, senza ricorrere a misure che ledano i diritti fondamentali dei cittadini e creino ulteriori problemi. Poi, che l’atto deliberativo sia stato assunto senza coinvolgere il Consiglio comunale suscita non pochi dubbi di legittimità», segnalano i concessionari.  

L’appello al sindaco Manfredi
Napoli sta vivendo una rinascita sotto diversi aspetti: sociale, artistico, urbanistico. «È questo il modello di città che vogliamo per i defunti? Una Napoli che tassa il dolore, mortifica la libertà e svende la dignità del commiato? Invitiamo il sindaco Gaetano Manfredi a ritirare il provvedimento: la morte merita rispetto, non balzelli», concludono i concessionari.
Tisma

 

Tags: Concessioni, Pre-dissesto
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