Resto al Sud: parte la Sezione speciale del Fondo di garanzia per le PMI

L’esperto: «Finanziamenti coperti fino all’80% dell'importo»

Banca del Mezzogiorno MedioCredito Centrale ha annunciato l’operatività della sezione speciale “Resto al Sud” del Fondo centrale di garanzia. La Sezione è destinata alla concessione della garanzia del Fondo per le piccole e medie imprese sui prestiti bancari concessi nell’ambito, per l’appunto, della misura “Resto al Sud”, che sostiene la costituzione di nuove imprese nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia da parte di giovani imprenditori.

Il Fondo di garanzia
«Gli interessi del finanziamento bancario, da restituire in otto anni, di cui due di preammortamento – spiega il consulente Andrea Martusciello –, sono coperti da un contributo in conto interessi e i beneficiari possono accedere al Fondo di garanzia per le Pmi. Attraverso la Sezione speciale, infatti, il Fondo interviene fino all’80% della quota del finanziamento costituita dal prestito bancario, sia per la garanzia diretta sia per la controgaranzia. I soggetti richiedenti possono presentare le domande di intervento attraverso il portale del Fondo di Garanzia e beneficiare di una modalità di accesso facilitata che prevede, tra l’altro, l’ammissione sulla base dell’esito dell’istruttoria condotta da Invitalia, gestore della misura, senza altre valutazioni».

Cos'è Resto al Sud
“Resto al Sud” è rivolta a giovani tra i 18 e i 35 anni, residenti in una delle Regioni meno sviluppate. La possono richiederla pure coloro che sono in transizione o disposti a trasferirvi la residenza entro 60 giorni dall’eventuale esito positivo della valutazione (120 giorni per chi risiede all’estero), purché intendano avviare un'impresa nei settori:

  • della produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;
  • della fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
  • dei servizi al turismo.

Le agevolazioni coprono fino al 100% delle spese per:

  • interventi per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa),
  • impianti, attrezzature, macchinari nuovi,
  • programmi informatici e servizi TLC (tecnologie per l’informazione e la telecomunicazione),
  • altre spese utili all’avvio dell’attività (materie prime, materiali di consumo, utenze e canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative nel limite del 20% massimo del programma di spesa).

Gli incentivi sono concessi fino a un massimo di 50mila euro per beneficiario in forma di:

  • contributo a fondo perduto, pari al 35% del programma di spesa, erogato da Invitalia;
  • finanziamento bancario, pari al 65% del programma di spesa, erogato da una delle banche aderenti alla convenzione Invitalia-ABI.

Gli enti accreditati
«Invitalia – prosegue l'esperto – ha individuato dei soggetti che possono assistere aspiranti e neo imprenditori nella partecipazione al bando. Un elenco raccoglie gli enti accreditati in tutte le otto Regioni, differenziati per provincia, cui è possibile rivolgersi per ricevere assistenza gratuita nella preparazione del progetto imprenditoriale e della richiesta di finanziamento. Si tratta di amministrazioni pubbliche, università, associazioni o enti del terzo settore, che con la loro consulenza possono contribuire ad aumentare le possibilità di successo dei candidati». Il 3 luglio, Invitalia ha rilasciato una App, scaricabile gratuitamente da Google Play e App Store, con la è possibile seguire in tempo reale l’avanzamento del progetto.

L'identikit del richiedente
Finora, la maggior parte delle domande (45%) è arrivata dai giovani imprenditori della Campania, a seguire da quelli di Sicilia e Calabria (17%), di Abruzzo e Sardegna (7%), della Puglia (4%), della Basilicata (2%) e, infine, del Molise (1%). «Per lo più – conclude Martusciello – sono giovani tra i 30 e i 35 anni, con un grado di istruzione medio-alto. Le nuove attività aperte si concentrano soprattutto nel settore turistico-culturale (47%), a seguire in quello manifatturiero (23%) e in quello dei servizi alla persona (15%)».


Tags: ,

Pagina 1 di 21