Subappalti al 40% e stop al bonus 2% per i progettisti della Pa
Il via libera definitivo slitta alla settimana prossima, con l’obiettivo di portarlo in aula entro il 28 maggio. Ma il decreto comincia a prendere (nuova) forma.
Appalti più semplici sotto al milione, introduzione della quota di subappalto al 40%, la cancellazione del bonus del 2% per la progettazione svolta dai tecnici della Pa, la conferma del divieto per chi concorre a una gara di diventare subappaltatore delle imprese vincente e una procedura più snella per la presentazione dei progetti in area sismica sono solo alcune delle novità dell’ultima ora. Prosegue l’attività di “correzione” delle Commissioni Ambiente e Lavori pubblici del Senato sul cosiddetto Sblocca-cantieri. Tra i punti chiave restano da votare pochi emendamenti, sui commissari, dove, però, rivela il Sole 24 Ore, è stata “sminata” la bomba Tav , mentre «tutti gli emendamenti della maggioranza sull'articolo 5, sulla rigenerazione urbana, sono stati ritirati», dichiara il senatore Agostino Santillo.
Procedure negoziate
Confermato il ritorno della possibilità di assegnare le gare di lavori sotto il milione di euro sulla base di procedure negoziate. Salta, dunque, il paletto della gara obbligatoria oltre i 200mila euro introdotto dal Dl 32/2019. Si torna, invece, al meccanismo delle procedure a invito già previsto dal codice appalti, ma sulla base di importi (e numero di imprese da consultare) diversi. Tra 40mila e 150mila euro (221mila euro per forniture e servizi) si prevede una sorta di affidamento diretto “corretto”, con almeno tre inviti. In pratica, il funzionario della stazione appaltante potrà scegliere l'impresa che ai suoi occhi dà maggiori garanzie, dopo aver preso visione di almeno tre preventivi (cinque nel caso di forniture e servizi). Tra 150mila e 350 mila euro gli invitati dovranno essero essere almeno 10; mentre tra 350mila euro e un milione almeno 15. Previsto pure l’obbligo di far ruotare gli invitati, in modo da non chiamare sempre le stesse imprese e quello di selezionare le aziende al termine di indagini di mercato o pescando in un elenco di operatori. La gara a procedura aperta rimane obbligatoria per i lavori oltre il milione, con il vincolo di aggiudicazione al prezzo più basso ed esclusione delle offerte anomale fino alla soglia Ue di 5,5 milioni, «che non va confuso con il massimo ribasso», precisa Santillo.
Subappalto al 40%
Corte Europea permettendo, la soglia massima del subappalto è stata fissata al 40%: quota intermedia tra il 30% previsto dal Codice degli appalti e il 50% del decreto. Non viene, invece, toccata la clausola che assegna alla stazione appaltante di decidere, di volta in volta, con il bando l’importo effettivo del subaffidamento ammesso (da zero a 40%) . La soluzione non piace alle imprese, perché introduce il rischio di dover far fronte a richieste organizzative “a fisarmonica”. Disco verde anche all’emendamento che reintroduce il divieto di affidare subappalti a una delle imprese che ha partecipato alla gara principale (Sarà contento Raffaele Cantone, che aveva parlato di «rischio collusione e spartizione») e all’eliminazione del bonus del 2% per i progettisti della Pa, che il decreto voleva ripristinare. Il bonus rimane, ma continuerà a riguardare le attività di programmazione e controllo, come prevedeva il codice appalti. Nel campo dell'edilizia privata va citato l’ok alla possibilità di presentare via Pec i progetti di interventi edilizi allo sportello unico. Stesso destino per l’emendamento che concede più tempo ai Comuni per avviare i micro-lavori finanziati con il piano Salvini a inizio anno.
Infrastrutture Spa
Messa nella cassetto, infine, l’idea del ministro Danilo Toninelli di creare una nuova società pubblica (in house) sotto l’ombrello del Mit per accelerare la realizzazione delle opere. L’emendamento Cinque Stelle al Dl Crescita che la prevedeva dal 1 settembre non è sopravvissuto al vaglio di ammissibilità.
