Emesse una sentenza che all'adunanza plenaria la decisione, per i musei italiani, di avere direttori stranieri.
Autonomia gestionale e amministrativa sì, passaporto d’oltralpe no.
l Consiglio di Stato ha emesso una sentenza che rimanda a successive discussioni la decisione sulla possibilità, per i musei italiani, di avere direttori stranieri. La decisione è stata presa dalla Sesta sezione, che si è espressa in modo favorevole sulla valutazione a concorso dei direttori dotati di autonomia gestionale e amministrativa, ma ha rimandato la decisione definitiva su quelli di provenienza straniera a una futura adunanza plenaria del Consiglio. La stessa sezione, però, con un altro presidente, qualche mese fa, aveva accolto l'appello del Mibact, che spiegava di aver aperto agli stranieri in osservanza della legge europea. A quasi tre anni dal varo, non c'è pace per la riforma del ministro Dario Franceschini, bersagliata dalle polemiche e dai ricorsi, con i novelli direttori, in carica ormai da oltre due anni, sottoposti a uno sfinente carosello.
La vicenda, frutto di due ricorsi e di altrettanti controappelli di una candidata respinta alle selezioni, coinvolge solo due dei circa 30 super direttori italiani. Si tratta di Martina Bagnoli, alla quale è stata affidata la direzione della Galleria Estense di Modena, e dell'austriaco Peter Assmann, chiamato a dirigere il Palazzo Ducale di Modena. Nel primo caso, i magistrati del Consiglio di stato hanno fugato ogni dubbio, accogliendo gli argomenti del ministero; nel secondo, quello che riapre la polemica sugli stranieri, i giudici della Sesta sezione hanno demandato la decisione all'assemblea plenaria, che non si riunirà, viene fatto notare, prima di qualche mese. Alla base della decisione, spiegano, c'è un contrasto giurisprudenziale. «Va sottolineata – si legge nella sentenza – la singolarità della situazione, non risultando precedenti di questo Consiglio o di un’altra giurisdizione superiore, in cui una Amministrazione statale (per di più non con l’atto d’appello, ma con le successive difese) abbia chiesto che vada disapplicato un regolamento statale, per ottenere la riforma di una sentenza la cui motivazione si sia basata su un regolamento del quale non era stata prospettata dalle parti l’illegittimità nel corso del precedente grado del giudizio».
Intanto, nei musei non cambierà niente: tutti i direttori stranieri, a partire da Assmann, resteranno al loro posto. Ma è chiaro che la tranquillità ancora una volta è minata.
